Aggiornamenti sull’anfora: 11 assaggi dall’Ararat alla Bassa Padana

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Aggiornamenti sull’anfora: 11 assaggi dall’Ararat alla Bassa Padana

di Andrea Gori

Il vino in anfora, anzi in terracotta, macina consensi. Si moltiplicano iniziative e produttori che inseriscono almeno in parte un contenitore alternativo nella loro cantina. In Italia non sono molti quelli che sposano in toto la filosofia della terracotta, ma a questo punto del guado pare anche a noi che la terracotta sia un ottimo strumento in mano a cantinieri ed enologi, per affinare una parte del vino da usare poi come taglio per altre etichette.

Abbiamo effettuato un’interessante degustazione durante Terracotta e Vino 2016, con la collaborazione di ArteNova Fornace Agresti, aspettando già l’edizione 2018 che si preannuncia ricchissima di ospiti stranieri e studiosi della materia. Si tratta di campioni da tutta Italia più due graditi ospiti stranieri a sparigliare le carte: sono infatti esempi moderni di modelli di vinificazione antichi, e tuttora in uso nelle regioni di riferimento.

karasi

Karasi Areni Noir 2014 dal Monte Ararat (in Armenia) a 1400 mt sul mare: un vino ancestrale, fermentato in anfora georgiana interrata, dal colore profondo e cangiante ma rilassato e tranquillo, naso speziato, anice, rosmarino, menta, frutta di bosco e macchia, finezza ed eleganza percorrono il naso e si tramutano in bocca in piacevolezza rocciosa e sapida, lunghezza placida senza scosse, fresco, pulsante e dal tannino delicato e ampio, chiusura non lentissima e che invita al secondo bicchiere nonostante l’alcol si affacci a tratti. 92

Capitoni Orcia 2015 Sangiovese (in giare da 300 litri) è quasi trasparente e chiaretto, con una luminosità stupefacente e contagiosa, naso diretto e invitante di lamponi e ribes con floreale di rosa a impreziosire, bocca freschissima e quasi limonosa, sapida e croccante, un vino nudo e crudo, sapido e netto, irresistibile nella sua beve in perfetto equilibrio tra corpo, succo freschezza e alcol, semplice ma realizzato in maniera perfetta. 90

Corte d’Aibo Meriggio 2015 da uve barbera merlot e cabernet area colli bolognesi, in giare da 600 lt: note scure e profonde ma molto ritmate di mirtillo e more, carrube, tratti di dolcezza e carnosità ma anche bocca balsamica con peperoni e vegetale bello, croccante, gustoso, immediato e dolce, ben fatto. 87

Montepulciano D’Abruzzo DOC 2015 Cirelli da uva montepulciano 100% in giare da 600 lt, un classico della categoria che colpisce sempre per rigore e ariosità, profumi di macchia, ferroso, fruttato ampio con lampone e succo di ribes scuro, bocca croccante e netta, con un lungo finale di lamponi netti e ben colti, tannino che si sente ma non invade il palato. 89

Al di là del fiume Emilia IGT Rosso 2015 100% barbera in biodinamica, giare da 300 lt: naso pulsante vitale di marasca, mirtilli e fragole appena mature, bocca dove l’acidità, consueta della barbera, trova una buona sponda e non si aggrappa al palato ma regala piacevolezza e ritmo alla baracca, tannino esile ma azzeccato, chiusura fresca e di mandarino che rimanda alla buona beva. 84

Amphora Herdade do Rocim Alentejo 2015 è un portoghese a uve antao vaz (40%), perrum (40%), rabo de ovelha (20%) e manteudo (20%): dorato e ammaliante, lucente e invitante, sa di pietre, sole e ribes bianco, peperone, zucchino grigliato, curry, bocca che appaga e diverte, salato e pungente, con un equilibrio acido sapido che integra corpo e struttura in un tutt’uno ancestrale e originale, che si beve come un vino prima ancora che come un bianco. 90

pietre levate

Pietre Lavate Aglianico Colli di Salerno 2014 da Marino Maria solo 528 bottiglie per questo esperimento in anfora (da 600 lt) decisamente convincente: al naso polposo, ricco e cangiante di spezie, ribes nero, cardamomo e alloro, bocca suadente dal tannino preciso, graffiante senza essere scontroso, fresco e vitale con note di bacche verdi, ginepro e cumino a impreziosire il sorso, sapidità e salinità in punta di lingua che scorrono come fremiti, polpa e gusto affilati per un esempio vivente di che cosa bella può essere l’aglianico in anfora. 92

Noesis 2015 Tenuta Belvedere Bianco Toscano da trebbiano, malvasia, san colombano a Rignano, macerazione in anfora da 600 lt: grande affresco floreale tra gelsomino notturno, camomilla, rosa, poi arancio giallo, anice e menta, bocca con sapidità e freschezza discrete che accompagnano un corpo misurato e snello. Finale con note dolci ma sensazioni di asciuttezza originali e croccanti. 88

L’Origine Tenuta Belvedere Toscana IGT 2013 da sangiovese, colorino, canaiolo, giara da 600 lt: ciliegie selvatiche, liquirizia e lamponi, speziatura fine e discreta, bocca ampia, distesa, con tratti di nervosismo ma anche grande classe e stile con un finale di durone, menta, alloro e ribes nero che si fondono a note di sottobosco e felci, bella la freschezza e il corpo sinuoso e dal tannino dissetante e nervoso quanto basta. 90

Barbera d’Asti Terre Rosse 2015 La Mano Verde da vigne in Agliano Terme e San Marzano Oliveto, anfore di terracotta da 500 lt per un anno: mirtillo, ciliegie e confettura di prugna, pepe nero, viole candite, bocca serrata con acidità vivacissima e corpo non esagerato, pulito sapido e netto con tannino che ci mette del suo, finale citrino e incalzante, anche un po’ troppo. 85

Marujo Casteani Maremma Toscana DOC 2013 da Gavorrano, Maremma toscana: mirto, cassis, mirtillo e prugne fresche, pepe nero, cumino, resina e tabacco, bocca screziata, appuntita, giovanissima e irrequieta che mostra un bel tannino saporito, che esalta la speziatura del gusto, molto lungo con un alcol che non lo confonde mai, bel bicchiere. 91

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