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La manutenzione delle vigne a luglio

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La manutenzione delle vigne a luglio

La terra viene scalzata in questo periodo dell’anno, lasciando cosi alcuni ciuffi d’erba qua’ e la’ intorno alla vite, il lavoro si deve rifinire a mano. Si deve dedicare del tempo la mattina e la sera per questa operazione, meglio  creare un avvallamento attorno alla piante.
L’allacciatura dei tralci: mentre si allacciano i tralci conviene anche  fare un po’ di potatura verde dove la vegetazione è troppo abbondante, per tenere areata al massimo l’uva, sopratutto quella bianca che fa certi tralci secondari che tappano troppo la luce e l’acqua. Si possono togliere quelli che partono dalle ascelle e quasi tutti al gambo, lasciando solo uno o due per poter abbassare la vite quando si pota.

La zolfatura:
Appena il contadino vede un chicco grigio prende la zolfatrice e zolfa l’uva, la mattina appena è asciugata la guazza. Lo zolfo bagnabile non lavora più bene con tutta la vegetazione, ci vuole quello ventilato in polvere. Di solito va ripetuto un paio di volte a distanza di due settimane, prima che il grappolo si chiuda. Si può anche bruciare l’uva, quando fa troppo caldo e si da troppo zolfo. Per questo motivo c’è chi preferisce zolfare la sera specialmente quando si distribuisce lo zolfo col trattore.


Altro lavoro nei primi di luglio: Innestare  le viti. Quando una vite sta per morire il contadino la taglia sotto terra,  qualche volta ributta bene sul portainnesto.

Quelle viti che si  sono tagliate d’inverno 20 centimetri sopra la terra ci si lasciava crescere solo due o tre tralci, per innestarli ora. Naturalmente si può innestare anche su un qualsiasi tralcio da una vite normale, ma bisogna segnarla e stare attento alla potatura dopo, perché non si vede facilmente.
Serve un coltello apposito che pratica due tagli paralleli ,il contadino lo costruisce da sé, tagliando una mestola e inserendo le due lame in un pezzo di legno, fissandole con una fascetta, una camera d’aria della bicicletta tagliata a strisce o un altro elastico, pazienza e mani calme e un occhio ben sviluppato per comporre l’innesto.

Il successo (piuttosto bassa la percentuale, intorno al 40%; ecco perché conviene fare sempre due o anche tre innesti ogni vite) di questo lavoro dipende molto dal momento giusto, ci sono pochi giorni per prendere l’occhio, a partire da fine giugno. Di solito si trova sui tralci di seconda generazione, che partono dalle ascelle dei primi tralci. Bisogna stringere forte la gomma che si toglie dopo due settimane circa.

A lavoro compiuto si spuntano a metà i tralci innestati e si usa il tagliato per ombreggiare i punti d’innesto. Di primavera successiva bisogna sempre levare tutti i butti selvatici e conviene anche legare il tralcio buono che cresce, perché si stacca facile all’inizio, e spesso ce n’è uno solo…


Fasi crescita dell’innesto…